Architettura ed arte nelle stazioni della Linea 6
Architettura
Il progetto della stazione di Mergellina si pone come elemento chiave di una strategia urbanistica più vasta.La galleria urbana che collega piazza Piedigrotta con la salita della Grotta è, si diceva, il nodo del progetto. Si apre sulla piazza antistante la stazione Mergellina con un grande portale e, di lato, con una vetrata anchessa molto grande. Il muro del terrapieno delle ferrovie viene riportato al suo stato originario, cioè con i mattoni faccia a vista che fungono da rivestimento al retrostante muro in centro armato. Tra mattoni e muro di cemento scorrono i cancelli in acciaio appositamente disegnati che chiudono la galleria durante le ore notturne. Si accede allatrio che distribuisce sulla destra il passaggio verso il piano dei binari ferroviari della stazione Mergellina e dunque anche della linea 2, mentre porta in linea diretta alle discenderie e ad una larga scalinata che raggiunge il livello della salita della Grotta. Il passaggio verso la ferrovia si restringe ad imbuto ed è illuminato dalla vetrata. La galleria vera e propria riceve luce sia dallapertura sulla piazza Piedigrotta che da quella sulla salita della Grotta; vi sono inoltre anche due grandi vetrate nel muro laterale che costeggia la salita.
Il progetto della stazione Arco Mirelli vuole costituire unopportunità per risolvere la situazione urbanistica della parte terminale di Villa Comunale. Uno degli obiettivi del progetto consiste nel portare il piu in basso possibile la luce naturale, in modo che lutente possa orientarsi piu facilmente. Accedere alla Villa a sei metri di profondità, rispetto al livello stradale, abbrevia il percorso verso lo spazio esterno; di qui, un largo sentiero lievemente in pendenza, congiunge luscita alla quota del parco.
Una grande piazza semiellittica, a conclusione della superficie verde, affaccia sul generoso ingresso alla stazione, sei metri piu in basso. Lutente è guidato da scale mobili o ascensori fino a quota -10 m, punto in cui arriva luce naturale; da qui si risale nello spazio centrale, su cui affaccia il piano terra, tramite un sistema di scale che occupa lintera larghezza del cavedio.Giunti a quota -3.85 m si puo percorrere la galleria ipogea che conduce al parco, oppure percorrere in direzione opposta il passaggio che esce in Riviera di Chiaia.
Il progetto per la stazione di San Pasquale vuole imporsi come qualcosa di nuovo. Unazione atta ad unire, a mettere in comunicazione diretta la superficie ed il sottosuolo, indurre ad un rapporto dicotomico dinamico il sopra ed il sotto, stimolare nei visitatori una sensazione di unità tra un luogo esterno storicamente identitario ed uno spazio ancora alla ricerca della propria intrinseca essenza. Progettare, dunque, su due livelli cercando di unirli attraverso un flusso di elementi ed immagini. La nuova piazza, il livello della superficie esterna del progetto, assume una forma trapezoidale allungata, estendendosi dalla Piazza di San Pasquale fino alla Villa Pignatelli. Il disegno globale vuole riflettere in sé la realtà storica consolidata del luogo, non tende, dunque, verso immagini effimere del nuovo fine a se stesso.
Il passaggio tra la superficie ed il sottosuolo avviene in due modi differenti: un ascensore vetrato, posto centralmente alla nuova Piazza, lungo Via Bausan; i due corpi scala a nord, sulla fascia contigua alla coltrina di case esistenti, lungo la quale si alternano, oltrettutto, terrazze per locali di ristoro, spazi di sosta per pedoni ed automobili. Il tema del flusso, inteso come viaggio o come movimento dellacqua, lega le due realtà verticalmente contrapposte. Le scale si fronteggiano, fanno fluire i passeggeri - visitatori verso il sotto, li fanno metaforicamente approdare nella grande hall centrale. Lo spazio ipogeo è dominato da un guscio completamente libero da strutture e chiusure intermedie. Una rete metallica che non tocca i setti laterali. Un gesto imponente ma al contempo lieve, nato dallimmagine delle reti dei pescatori che in passato coprivano la spiaggia di Chiaia. Una pergola sotterranea multimediale che porta in sé luci, immagini, informazioni, suoni. Dai lati curvi scorre lacqua: nuovamente il flusso liquido accompagna il viaggiatore nel suo itinerario. Il colore dellacqua, il rumore, il suono che il suo scorrere crea, plasmano latmosfera e conferiscono al sotto unessenza nuova ed affascinante. Il cuore dello spazio è una scatola tecnologica che ingloba i principali vani tecnici a servizio della stazione.
In cima ad essa, subito dopo lingresso principale, a quota -6 metri, si concentrano i servizi pubblici che accolgono i viaggiatori, come la biglietteria, ledicola, spazi di controllo e sorveglianza. I setti laterali che concludono il luogo vengono ricoperti da una composizione uniforme, reinterpretazione metaforica di immagini provenienti da un mondo sommerso. Lacqua, il mare, immagini che corrispondono alla natura stessa del sito dove nasce il progetto, la costa di Chiaia.
Il progetto della stazione di Piazza Municipio è attento alle testimonianze del passato e proiettato verso linnovazione del concetto funzionale di stazione metropolitana quale nodo di interscambio di matrice trasportistica- funzionale da una parte e dallaltra come luogo per il consumo ricreativo - culturale del trasporto collettivo. Lintervento è finalizzato alla valorizzazione dei reperti archeologici in corso di scavo e alla realizzazione di obiettivi urbanistici di grande attualità quali il concetto di pedonalizzazione di grandi nodi urbani della città, del miglioramento del rapporto piazza - porto, della valorizzazione della sistemazione a verde delle aree libere della piazza ed alla facile accessibilità tra i livelli funzionali della linea 6 e della linea 1 secondo metodi e standards di elavata qualità e sicurezza.
Arte
Il progetto delle stazioni della tratta delle Linea 6 Mostra - Mergellina coniuga la realizzazione di quattro stazioni metropolitane con la creazione di nuovi luoghi dellarte cittadina.Lungo questa sperimentata linea progettuale di contaminazione tra architettura e arte si è sviluppato il presente progetto teso a valorizzare da una parte le opere di un significativo e selezionato gruppo di artisti appartenenti al panorama artistico nazionale ed internazionale dallaltro ad affrancare i loro interventi al patrimonio architettonico delle realizzande stazioni metropolitane.
Infatti nella stazione Mostra alle tre opere in mosaico di Mario Sironi : grande autore della storia dellarte italiana che, nelle tre opere in mosaico policromo scelte, genera una felice e sinergica osmosi tra le architetture del secondo dopoguerra, ledificio della Facoltà dIngegneria e i luoghi della cultura scientifica della città localizzata storicamente nel polo universitario di Fuorigrotta, si aggiungono oltre allopera in tecnica mista di Marisa Merz, grande nome della cultura artistica italiana e una installazione dellartista napoletano Gianni Pisani, il nuovo intervento fotografico di Pino Musi che articola le sue riprese tra immagini di documenti grafici inediti dellarchivio delledificio delle Poste Centrali dellarchitetto Vaccaio e quattro suggestive riprese fotografiche dellarea della Mostra dOltremare di Gabriele Basilico.
Nella stazione Augusto alla forte la testimonianza di giovani artisti quali Matteo Fraterno, Cristina Crespo, Luisa Rabbia e Carmine Rezzuti presenti con interventi di pannelli di mosaico policromo, si aggiungono verso il corridoio del piano banchina, le installazioni fotografiche degli artisti torinesi Gianfranco Botto e Roberta Bruno. Mentre vengono confermati i quattro box light di Franco Scognamiglio che svelano così una sinergia tra spazi architettonici della stazione e il sorprendente e diversificato linguaggio dellarte fotografica.
Gli interventi previsti nella stazione Lala , attraverso le opere di Nanni Balestrini poste allinizio delle discenderie di stazione, instaurano una ideale premessa estetica e letteraria proponendo unesperienza di vera e propria lettura fisica, visiva e mentale degli spazi della stazione stessa. Seguono lungo il corridoio linstallazione di cinque nuovi autori dellarte fotografica : le opere di Monica Biancardi che indaga sulla rappresentazione del patos umano nella foto di figura velata proposta, le due opere di Luca Campigotto rappresentanti visioni notturne di aree industriali e portuali, le cinque riprese fotografiche di Vincenzo Castella che indaga sul sorprendente scenario urbano delle periferie della Napoli contemporanea e dei fotografi Salvino Campos e Ousmane Ndiaye Dago che indagano sullo scenario etnico del territorio doltreoceano.
Si conferma il grande intervento artistico di Gerhard Merz per la stazione di Mergellina dove la grande fuga cromatica, realizzata in mosaico lungo le pareti del mezzanino di stazione, preannuncia, richiamando le visioni prospettiche di Giovan Battista Tiepolo, liniziazione verso unesperienza estetica tesa verso le profondità sconosciute della volta celeste.
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